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Una delle principali arterie del Centro Storico di Napoli

Il Decumano Inferiore, conosciuto più comunemente come Spaccanapoli, è un rettilineo lungo più di un chilometro che si sviluppa nel cuore di Partenope.

Nel mezzo della città si apre via Spaccanapoli, un rettilineo di più di un chilometro, stretto e vociante, che divide in due l’enorme agglomerato. È il cuore di questa babele della storia. Qui visse e morì Benedetto Croce
(Stanislao Nievo)

La strada in analisi è, insieme al Decumano Maggiore e a quello Superiore, una delle tre vie principali dell’impianto urbanistico del Capoluogo campano progettato in epoca greca e che attraversavano in tutta la loro lunghezza l’antica Neapolis. Data l’origine, sarebbe dunque più opportuno parlare di Plateia e non di Decumano, termine di epoca romana che per convenzione ha sostituito l’originaria.

L’area in questione divenne, tra il Medioevo e l’Ottocento, importante sia per i conventi degli ordini religiosi sia per le abitazioni di uomini di prestigio che stabilirono qui la loro residenza.

Il tracciato, in origine, sorgeva dalla Piazza San Domenico Maggiore e proseguiva fino a Via Duomo. Sotto la dominazione di Roma, la via si allungò e inglobò anche la zona dell’attuale Piazza del Gesù Nuovo come testimoniano i resti delle Terme ritrovate sotto il Chiostro della Basilica di Santa Chiara.

Durante il Rinascimento la zona subì enormi cambiamenti: le strutture gotiche vennero rimaneggiate oppure si realizzarono edifici sui suoli di antichi palazzi demoliti. I principali architetti del rinascimento napoletano furono Giovanni Francesco Mormando e Giovanni Francesco di Palma.

Nel corso del Cinquecento, il Viceré Don Pedro de Toledo avviò un processo di espansione territoriale verso la Collina di San Martino e allineò il decumano con un’arteria dei Quartieri Spagnoli, in modo da collegarli con il centro della città per favorire gli spostamenti.

Tra il Seicento e il Settecento gli edifici privati e di culto subirono ulteriori ristrutturazioni. Alcuni palazzi, nell’Ottocento, vennero di nuovo ripristinati, nelle forme originali, per la loro importanza. Lo stesso accadde, nel secondo dopoguerra, ad alcune strutture danneggiate dai bombardamenti.

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VILLA SIGNORINI: LA RAFFINATA ARTE DEL RICEVERE

1 Comment

  1. Benon scrive:

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