Certosa-di-San-Martino

Una gemma che guarda dall’alto Partenope

La Certosa di San Martino è uno degli esempi maggiormente riusciti di architettura ed Arte Barocca presenti sul territorio partenopeo. Situata sulla Collina del Vomero, dal 1866 (quando la sua proprietà è divenuta statale) ospita l’omonimo Museo Nazionale dove sono conservate diverse opere che vanno dall’Epopea Borbonica fino al Periodo Postunitario. Fra queste vi sono numerose tavole di artisti quali José de Ribera, Luca Giordano, Francesco De Mura e Battistello Caracciolo. Di notevole interesse sono anche le Porcellane di Capodimonte e l’Arte Presepiale ospitate dall’istituzione in analisi. Nella Certosa sono collocate, infine, diverse sculture di Pietro Bernini, come la Madonna col Bambino e San Giovannino oltre alla celebre Tavola Strozzi.

Una storia che parte dal lontano 1325 quando, sulla sommità del rilievo, Carlo, Duca di Calabria, primogenito di Roberto d’Angiò, fece erigere il Monastero. Della primitiva soluzione architettonica della fabbrica, voluta accanto al Castello di Belforte, rimangono pochissimi elementi. L’ambiente, poi, fu inaugurato nel 1368, sotto il Regno di Giovanna I anche se, ad onor del vero, i certosini avevano preso possesso del monastero già a partire dal 1337. Il complesso fu dedicato a Martino di Tours, probabilmente per la presenza nel luogo di un’antica cappella preesistente dedicata a tale personaggio. Alla fine del XVI secolo la Certosa subì notevoli rimaneggiamenti e ampliamenti. I lavori vennero affidati dal 1589 al 1609 al Dosio che fu, di fatto, il primo artefice di gran parte delle trasformazioni ricevute dal complesso. Dal 1618 al 1625 la direzione del cantiere passò a Giovan Giacomo di Conforto, mentre, dal 1623 al 1656, lasciò la sua impronta artistica Cosimo Fanzago. Nella prima metà del XVIII secolo l’attività passò sotto la responsabilità di Tagliacozzi Canale e del famosissimo Domenico Antonio Vaccaro.

Caratterizzano lo spazio in analisi la Piazza, il Cortile d’Onore, la Chiesa, il Presbiterio e l’Abside oltre alle varie cappelle dedicate, rispettivamente, a Sant’Ugo, al Battista, a San Martino, a San Gennaro, a San Bruno e all’Assunta. Di notevole pregio e meritevoli di menzione sono anche Sala del Capitolo, il Coro dei Conversi, la Cappella della Maddalena, la Sagrestia e la Cappella del Tesoro. Monumentali ed unici nel loro genere sono anche il Chiostro Grande e quello dei Procuratori.

Villa Signorini, per la sua bellezza ed eleganza, è il punto di partenza ideale per partire alla scoperta della magica Partenope e, più in generale, della Campania

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