Santa Maria Egiziaca

Santa Maria Egiziaca all’Olmo è una delle chiese monumentali di Napoli

Affacciata su Corso Umberto I, è considerata, per omogeneità di stile, uno degli esempi meglio riusciti dell’architettura barocca napoletana.

L’edificio, con annesso monastero, fu fondato nel 1342 grazie al volere della Regina Sancha d’Aragona, che volle una struttura che accogliesse le prostitute pentite. Fu sottoposto ad un importante rifacimento tra i secoli XVI e XVII, prima con un intervento di Gabriele d’Agnolo e successivamente per opera di Dionisio Lazzari. I rifacimenti conferirono alla chiesa un impianto barocco, con pianta ellittica.

Prima del Risanamento la struttura affacciava sulla Piazza dell’Olmo (dalla quale prendeva parte del nome). I lavori per aprire il Rettifilo, tuttavia, non prevedevano l’intaccamento del complesso, il quale conservò l’antico ingresso ed ottenne solo una facciata laterale, parallela alla nuova strada, in stile eclettico. Nella prima metà del XX secolo nel monastero fu installato un ospedale, che in seguito assumerà il nome del Cardinale Alessio Ascalesi.

L’interno dell’opera architettonica in analisi è rivestito di marmi commessi policromi disegnati dall’artista settecentesco Nicola Tagliacozzi Canale. I quattro organi e il piccolo coro presentano una decorazione ornamentale ad intagli dorati.

Ai lati dei finestroni del presbiterio ed ai piedi della cupola, trovano posto alcune tele di Paolo De Maio, mentre, nella terza cappella a destra, vi sono collocate due capolavori di Francesco Solimena (Madonna e i Santi Angelo e Chiara di Montefalco e San Gaetano e San Francesco).

L’altare maggiore (1713) è opera di Gennaro Ragozzino e presenta una tela di Andrea Vaccaro, datata 1696, dal titolo Santa Maria Egiziaca. Ai lati dell’altare sono collocate La Conversione e La fuga della Santa dall’Egitto, entrambi dipinti di Luca Giordano.

Tra le altre opere presenti, vanno ricordate la Madonna con i Ss. Agostino e Monica del Solimena, la Madonna del Rosario di Fabrizio Santafede e il San Nicola di Giacomo Farelli.

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