Il Santuario della Madonna dell'Arco

Il santuario della Madonna dell’Arco (sito nel Comune di Sant’Anastasia) è uno dei luoghi di culto più conosciuti ed importante della Campania e dell’intero Mezzogiorno!!!

Ogni Pasquetta, infatti, si svolge il tradizionale Pellegrinaggio dei Fujenti che accorrono numerosi da tutta la Regione. Il nome caratteristico di tali devoti deriva dal fatto che sono soliti accompagnare il loro cammino con una melodia vocale, molto suggestiva, risalente al Quattrocento. La stessa, nei secoli successivi, è stata messa poi in musica.

Durante la Festa dell’Incoronazione di Maria Santissima, la seconda domenica di Settembre, ha luogo, inoltre, il cosiddetto Incendio al Campanile.

Nel luogo dove oggi sorge la struttura religiosa era presente, nel XIV Secolo, un’edicola votiva dedicata alla Vergine Maria, chiamata Madonna dell’Arco in quanto situata nei pressi di un antico Arco romano, nelle vicinanze del quale, ogni anno, si svolgeva una festa in Suo onore. Secondo la leggenda, il lunedì dopo Pasqua del 1450, durante la festa, un uomo adirato per la sconfitta subita al gioco della pallamaglio, bestemmiando, scagliò violentemente una boccia contro l’immagine sacra: l’effigie di Maria avrebbe cominciato a sanguinare dalla guancia sinistra facendo, gridare al miracolo la folla che si era accalcata nel posto. La notizia arrivò fino al Conte di Sarno, che aveva il compito di giustiziere, dietro il furore del popolo. Il nobile imbastì un processo contro il giovane, condannandolo all’impiccagione. Il ragazzo venne ucciso al tiglio vicino all’edicola che, però, due ore più tardi, ancora con il corpo penzolante, rinsecchì sotto lo sguardo della folla sbigottita. L’accaduto divenne ben presto famoso e la fama del luogo raggiunse parecchi luoghi del napoletano e fu edificata una Chiesa.

Il 2 aprile 1589, ancora una volta era un lunedì dopo Pasqua, una donna, Aurelia del Prete, che aveva chiesto alla Madre di Cristo di guarirla di una malattia ai piedi, promise, come voto, di regalare al Santuario, la coppia di buoi che trainavano il suo carro. Il miracolo avvenne. La ricca commerciante fu costretta, dunque, dopo aver dato via gli animali, a portare la mercanzia a spalla e, a chi la incontrava e si congratulava con lei per la guarigione,  lei soleva rispondere napoletano “Car MM’ Cost” che in italiano significa “Caro mi costa questo miracolo”. Una notte tempestosa fu svegliata dal muggito delle due bestie fuori della sua casa. Non poté, tuttavia, alzarsi dal letto perché i suoi piedi erano staccati dal corpo, come se mai avesse avuto il miracolo e la malattia fosse arrivata all’estremo stadio. La donna, allora, donò i suoi piedi rinchiusi in una gabbia al santuario, dove si possono ancora vedere.

Nel 1592, Papa Clemente VIII inviò da Roma padre Giovanni Leonardi da Lucca, a cui era stato dato l’incarico insieme al Vescovo di Nola di amministrare le elemosine ed i beni temporali. La prima pietra dell’opera architettonica fu dunque posata nel 1593.

Nel 1595 il luogo di devozione passò in mano ai Domenicani  i quali cominciarono i lavori di ampliamento dell’edificio. In seguito a crolli e a causa di diversi disguidi con il Reale Albergo dei Poveri, che possedeva ancora una parte del convento, la struttura acquisterà la forma attuale solo nel 1973.

Vista la grande affluenza di fedeli è stata realizzata una nuova aula liturgica di circa 1.500 m². La sua struttura in cemento e legno armato occupa un’area sul versante settentrionale del complesso religioso, alle spalle della chiesa e del chiostro.

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