Venerdi 4 Marzo 2011 ore 20:30
Gran Galà di Beneficenza
Cena teatralizzata con attori in abiti d’epoca e musiche eseguite dal vivo.
Sabato 12 Febbraio ore 21:00
Perché Adamo Si Mangiò la Mela? ( Se pputeva fa e ca…..suoie )
Per informazioni e prenotazioni tel. 3332252562 - 081 7776423
Manifestazione dedicata al mondo degli sposi, alle novità e tutto ciò che riguarda l’evento nuziale.
Villasignorini
Via Roma, 43
80056 Ercolano (Na)
Tel 081.7776423 Pbx
Fax 081.7390116
Email: info@villasignorini.it
L'edificio attualmente noto come "Villa Signorini" si trova al confine tra i comuni
di Portici e di Ercolano lungo la Via Roma, già Via Cecere, che anticamente conduceva
dal corso principale, il famoso Miglio d'Oro, al mare. Esso è circondato su tre lati
da un ampio giardino, tra i pochi delle ville vesuviane ad essere giunto fino a noi
intatto, nell'estensione se non nella morfologia. Il giardino è formalmente diviso
in trepartì: una centrale, propriamente decorativa e sfondo ideale del manufatto,
e due laterali, che erano le antiche pertinenze agricole della villa, come testimoniano
lefonti notarili.
La villa ha miracolosamente conservato le sue prerogative ambientali: alle spalle il suo giardino confina con il bosco di Portici, mentre sul davanti lo sguardo può spaziare fino all'orizzonte sugli scavi di Ercolano, superando l'area vincolata che ricopre la "Villa dei Papiri"; a valle si abbraccia con lo sguardo l'intero golfo di Napoli, da Punta Campanella a Capo Posillipo; a monte il panorama è sovrastato dal Vesuvio e dalla reggia. Le indagini storiche sull'edificio sono state rese complesse dal fatto che, a causa dell'esenzione fiscale che si estendeva da Napoli fino ai centri prossimi a Portici, non vi era catasto (questo privilegio venne abolito nel 18 77 dallo stato unitario).
In assenza difonti documentarie certe, strumento fondamentale è stato lo studio della documentazione cartografica, in particolar modo della pianta del duca di Noja e di quella del Geri, nelle quali compare la villa e che costituiscono, quindi, il termine ante quem per la sua edificazione (la metà del XVIII sec.).
Anche l'attribuzione non è certa. In assenza di fonti documentarie essa è stilisticamente attribuibile all' architetto Domenico Antonio Vaccaro, peraltro molto attivo in zona, aderendo in ciò alla proposta di Roberto Pane. Del primo proprietario della villa, tale Don Andrea Alfano non vi sono notizie certe. Durante il decennio francese, nel 1809 la formazione di un catasto provvisorio ci fa conoscere in Giovanbattista Cirelli il proprietario della villa e del fondo rustico ad essa annesso. Successivamente la villa passa a Luigi Gaetani dell'Aquila d'Aragona che, morto nel 1856, lascia questa proprietà ai figli. Nel 1884 il cespite viene venduto a Carlo Brancia principe d'Apricerna. Alla morte di questi i suoi beni passano alla moglie ed ai suoi figli. Nel 1911 Ia vedova del principe d' Apricerna che nel 1903 era entrata nel pieno possesso del bene, vende villa e terreno circostante a Paolo Signorini, il titolare di quella che diventerà la più importante industria agro alimentare dei mezzogiorno. Fu proprio Paolo Signorini, nel trasformare l'edificio in propria abitazione a determinare le maggiori modifiche che noi oggi vediamo, tutte, comunque, di modesto rilievo, con l'eccezione di due rampe di scale in calcestruzzo armato che collegano la terrazza del piano nobile con il giardino, segnando fortemente la facciata postica. Sì tratta di elementi di gusto floreale che bene si ambientano con il ridente gusto rococò imperante (ci riferiamo alle chiusure in ferro battuto e vetro della loggia sul giardino, alle decorazioni a stucco e su carta del piano nobile e ad alcuni infissi interni in legno).
Paolo Signorini morì all'inizio degli anni sessanta lasciando ai suoi eredi l'edificio. Questo venne abitato fino al 1980. Dopo il 23 novembre di quest'anno a causa del terremoto, il piano nobile venne evacuato e rimasero occupati i soli locali al piano terra; il giardino era invece già da anni interamente occupato da un vivaista che lo utilizzava per la produzione e la vendita. Il terremoto non determinò, fortunatamente, grossi danni statici all'edificio, perlomeno non tanti quanti ne determinò l'abbandono durato, un decennio. Imponenti infiltrazioni d'acqua provenienti dal tetto danneggiarono, infatti, pesantemente la decorazione dei soffitti del piano nobile.
All'inizio di questo decennio la proprietà venne alienata dagli eredi Signorini e dopo i lavori di restauro, la società che gestisce la villa dopo secoli di gelosa chiusura al pubblico dell'edificio ne ha fatto una struttura di uso pubblico per manifestazioni culturali e di spettacolo, feste e cerimonie comunque visitabile previo appuntamento.